Testimonianza

Elisa Caldara

Credo che ognuno di noi non preveda mai fino in fondo il percorso della propria vita…ma mai avrei pensato una svolta cosi imprevedibile nella mia; ricordo ancora l’inizio: un banale minuscolo impercettibile nodulo durante l’allattamento a 29 anni, nel periodo più bello della mia vita; quando la vita l’ avevo donata, da soli 10 mesi, alla più meravigliosa creatura: la mia piccola grande Giovanna, la mia Jo.

Ricordo ancora l’attesa dell’istologico nel periodo di Natale quando le emozioni si avvertono con più intensità…..io avvertivo la paura come mai prima; è stata la prima volta che ho pensato alla mia morte. Sì perché tutti sappiamo che un giorno moriremo ma a trent’anni non si pensa alla propria morte….quello si pensa che succeda sempre agli altri!

Ricordo ancora quando mi dissero: purtroppo è una forma molto aggressiva vista anche la tua giovane età e noi dobbiamo essere più aggressivi….. Ricordo ancora mio marito, i miei genitori, la mia famiglia…..e ricordo la mia più grande paura…..come farà la mia jo a crescere senza di me?!?

E allora s’incomincia: mastectomia totale, scavo ascellare, 6 chemioterapie, 18 herceptin, ricostruzione del seno e poi i miei capelli che cadono, cadono, cadono…..la stanchezza che diventa una tua costante compagnia, la nausea, il vomito, il fisico che non è più come prima, le lacrime, le notti insonni…..

Ma in tutto ciò c’ero IO, c’era la mia vita, ma soprattutto c’era la mia Jo, la mia forza di ogni mio giorno. E così ho pensato: ok caro carcinoma duttale infiltrante mi hai rovinato la vita, mi hai rovinato il fisico, mi hai tolto quella spensieratezza nel realizzare tutti i miei sogni ma mai potrai togliermi la voglia di vivere e il sorriso. Ed ecco allora che, dopo essere letteralmente caduta, come dopo un uragano, ti rialzi, reagisci e la vita è più bella!

Oggi mi sento ti ringraziarti (oltre alle brutte cose che ogni tanto ti dico), perché ho iniziato a vivere la vita apprezzando anche le cose più banali.

Ti ringrazio perchè ho scoperto una forza dentro di me mai apprezzata e ora davanti agli ostacoli sorrido e li supero con più slancio.

Ti ringrazio perché sono una mamma diversa rispetto a come sarei stata. E’ bello crescerla nella magia dell’infanzia, spiegandogli che le piccole difficoltà che s’incontrano, sono nulla rispetto ad altro. Tutto si supera con un bel sorriso e con l amore delle persone che ti sono accanto. E qualunque cosa accada ne vale sempre la pena, perché la vita è un dono troppo prezioso, è una gioia da apprezzare fino in fondo….un conto è dirlo un altro è provarlo sulla propria pelle.

Ti ringrazio perché mi hai cambiato anche sul lavoro, io infermiera professionale che lavoravo in hospice e costantemente assistevo i miei pazienti, sono rientrata in reparto con un entusiasmo diverso e ancora oggi rivaluto l’assistenza ai miei pazienti e cerco di dare il meglio e non mi lamento più neanche quando suona la sveglia alle 4.30 del mattino perché mi reputo fortunata di star bene e poter andare ancora a lavorare.

Ti ringrazio perché ho capito le vere persone che ti vogliono bene, mai come una malattia seleziona le persone che ti stanno vicino e ti aiutano non solo con le parole.

Ti ringrazio perché ho accanto una mamma e un papà speciali che non mi hanno mai abbandonata ma al contrario mi hanno sempre sostenuta ed elogiata per la mia forza…..ma sono stati loro ad insegnarmela!

Ti ringrazio anche dei momenti bui, ho riscoperto me stessa, ho riscoperto la musica del silenzio, ho riscoperto com’è dolce rialzarsi dopo le difficoltà, ho riscoperto la bellezza di un cielo stellato quando i pensieri ti tengono sveglia di notte….

Non so come andrà a finire, sono un’infermiera e so bene che si può vincere grazie alle cure ma si può anche perdere, lo vedo nel mio lavoro. Ma qualunque sia il finale io ne uscirò comunque vincente perché sto vivendo molto più intensamente, sto apprezzando tutto come non avrei mai fatto in 100 anni di vita se non mi fosse successo quello che ho vissuto.

Ti ringrazio perché ora il sorriso è sempre sulle mie labbra.

Sono trascorsi 4 anni ora, continuo le cure e continuo a sognare ed a vivere.

Non nego che a volte è dura, è difficile pensare che probabilmente non potrò più avere figli, è difficile guardarsi allo specchio, è difficile….tante altre cose, che solo chi ci passa può capire a fondo!

Ma la mia piccola Jo è stata e sarà la mia forza, la mia bussola che mi indica il percorso della vita. Non auguro a nessuno quello che ho passato, ma se qualche donna si trova a dover scoprire di dover affrontare tutto ciò, dico di aver fiducia nelle cure anche se pesanti e di godere a pieno giorno dopo giorno la vita….un abbraccio a tutte Elisa Caldara

Un ringraziamento speciale lo devo a mamma e papà, Francesco, Francesco e zia Cloty.

Elisa Caldara, 1 febbraio 2016

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